Turismo di guerra

Amico Gheddafi

Image by francesco elisei LI via Flickr

Mi è capitata fra le mani questa nota postata su FB in giugno da Tripoli. La ripubblico, perchè è una sorta di parabola sul regime libico ormai agli sgoccioli.

Tripoli, 4 giugno 2011

Per capire che il regime di Gheddafi non ha futuro non c’è affatto bisogno di leggere Limes tutti i mesi o di parlare con Obama o con Sarkozy. Basta passare qualche settimana all’Hotel Rixos di Tripoli, l’unico albergo autorizzato ad ospitare la stampa internazionale (il che potrebbe costargli una o anche più stelle).

E’ qui, infatti, fra caffè alla turca e cuscus di agnello, conferenze stampa e contatti riservati, che si sta consumando la farsa di un regime ormai sul viale del tramonto, decisamente in balia degli eventi e assolutamente incapace di un restyling decente. Ne sa qualcosa (anche se non ve lo dirà mai) il pacioso direttore, un libico ben in carne che corre avanti e indietro da mattina a sera, perchè finora dalla guerra ha avuto solo problemi (e non è affatto detto che riesca a risolverli).

Tanto per cominciare, dopo una settimana di guerra se l’è filata buona parte del suo personale, che non era libico ma turco, come la proprietà dell’hotel. La fuga è stata improvvisa, notturna, con un efficacissimo passa-parola che ha svuotato l’albergo in men che non si dica, privando gli ospiti imbestialisti del loro agognato petit-dejeneur e degli altri pasti a seguire, per qualche giorno .

Sono passati ormai due mesi dall’infausto evento e il ricambio del personale non è stato ancora completato, quanto meno ai livelli di professionalità che il prezzo di una stanza al Rixos (300 Euro) e di un pasto (40-50 euro) imporrebbe. Il risultato è che per bere un caffè al bar bisogna ordinarlo il giorno prima, mentre al ristorante non solo il buffet ricorda le nostre peggiori cucine da campo militari, ma il dramma è che non ti devi dstrarre un attimo: perchè i camerieri neofiti ti portano via il piatto in un batti-baleno, non si sa se per una loro ossessione personale o perchè gliel’hanno ordinatoi. 

Su tutto questo, però, ci si può anche passare sopra. Così come si può non dare eccessiva importanza al fatto che le chiavi delle stanze si smagnetizzano almeno 3-4 volte al giorno, obbligandoti a una ginnastica non preventivata. Ho provato a chiedere perchè, e lo sguardo perso del ragazzo alla reception mi ha convinto a non approfondire.

L’unico, vero dramma è l’altoparlante installato in ogni stanza, con cui veniamo avvisati delle conferenze stampa oppure delle uscite organizzate di notte e di giorno dal governo libico apposta per noi giornalisti. Di notte, è fondamentale. Perchè a volte, se hai il sonno pesante, puoi non accorgerti dei bombardamenti. Ed è l’allarme che ti ricorda che sei lì, al Rixos, per lavorare e non per poltrire. Bene, nelle noste stanze – ervamo in quattro, tre della rai e Cristiano Tinazzi del Messaggero – l’altoparlante non ha mai funzionato per tre settimane, nonostante le nostre veementi proteste. Ancora oggi mi chiedo se mi sono perso qualche evento decisivo! Se qualcuno perciò avrà qualcosa da ridire, nel vedere il mio reportage, beh, è stata tutta colpa del Rixos.

 

P.S. (1) A parte noi giornalisti, l’albergo ospita agenti segreti, sbirri e funzionari del regime. Che si sono accaparrati la metà (se non di più) delle stanze disponibili ed hanno l’abitudine di invitare a cena tutti i loro parenti per delle allegre abbuffate. Dubito che il governo salderà mai il suo conto con il rIXOS. a MENO DI NON SOPRAVVIVERE A QUESTA GUERRA. iL CHE è ALTAMENTE IMPROBABILE.

 

P-S. (2) Da quando sono rientrato sto pensando molto alla strana abitudine che hanno i dirigenti libici di fare conferenze stampa all’Hotel Rixos o di dare interviste o appuntamenti lì nella hall nelle ore più strampalate: all’una, alle due, anche alle tre di notte..Chi ha suggerimenti si faccia avanti…

 

P.S.(3) Ovviamente, tutti noi che siamo stati al Rixos siamo convinti che il colonnello Gheddafi sia nascosto iun un bunker piazzato proprio sotto l’Hotel. Sarebbe il nascondiglio più sicuro. Ma allora, perchè l’Hotel funziona così male? Per depistare i caccia della Nato?

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