Unti dal Signore

Sabeur, il ragazzo che ci ha accompagnato nella nostra recente visita a Sidi Bouzid,                è stato picchiato da un gruppo di salafiti, qualche giorno fa, perchè stava bevendo una birra davanti casa sua. La notizia mi arriva dal collega Kerim Bouzouita, che in un post esprime tutta la sua preoccupazione per la crescente aggressività dei “barbuti”, che non solo pretendono di avere la verità in tasca, in fatto di religione, ma si adoperano, bastoni alla mano, per imporre il loro modo di vivere agli altri. 

E’ da qualche mese che in Tunisia si assiste ad un’escalation di violenza, ad opera dei gruppi islamici più radicali.  Tutto era cominciato in maggio, con gli attacchi a diverse rivendite di alcolici e la chiusura a colpi di spranghe di alcune “case chiuse” nella medina di Tunisi. Poi c’era stato il 27 giugno l’attacco di un centinaio di “barbuti” al Cinema Africa-Art, in occasione della proiezione del film “Nè Dio nè Padrone” della regista tunisina Nadia Al Fani. Infine, in estate, il target sono diventati gli occidentali: a Kairouan è stato impedito l’accesso alla Grande Moschea per gli “infedeli”  e sulla spiaggia di Hammamet qualche turista in bikini è stata ingiuriata e cacciata a malo modo dalla spiaggia. 

Il mese prossimo i tunisini andranno alle urne per eleggere una nuova Assemblea Costituente, dopo la cacciata del dittatore Zine El Abidine Ben Ali, il 14 gennaio. C’è da sperare che il fondamentalismo islamico venga spazzato via dal voto e smetta di nuocere. Perchè i tunisini non hanno fatto la loro Rivoluzione per tornare indietro. Vogliono andare avanti.

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Una risposta a Unti dal Signore

  1. Simone Favaro ha detto:

    Leggo oggi che Al Zawahiri punta sulla primavera Araba come momento per la riaffermazione dell’islam (chiaramente inteso nel senso “barbuto”). Spero che non abbia ragione.

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