Giornalismo mainstream e social networks

Malgrado le apparenze, il boom dei social metwork sta cambiando in profondità il processo di produzione delle notizie nei grandi media tradizionali. E non poche sono ormai le testate mainstream che hanno integrato a pieno titolo i contenuti informativi user generated (UGC) che provengono dalla Rete artecipativa. Addolora semmai osservare come l’Italia resti il fanalino di coda, senza esperimenti di rilievo al riguardo, a parte quei pochi fatti al solo scopo di risparmiare sul personale giornalistico e di ridurre perciò i costi.

Per la BBC, ad esempio – come ci riferisce Pino Bruno – l’avvento dei social network è stato un terremoto positivo. Perchè ha permesso di ampliare sia le fonti di informazione che il pubblico, con il quale per la prima volta è possibile interagire e dialogare, fornendo in cambio informazioni arricchite e in tempo reale. Ci sono, com’è ovvio, problemi legati alla verifica di queste nuove fonti, all’anonimato dilagante in Rete e al rispetto della privacy. Ma l’adozione di un codice etico e deontologico molto rigido ha permesso finora alla BBC di mantenere uno standard abbastanza elevato e di evitare brutte figure. 

D’altro canto, che i social network non siano nemici del giornalismo lo si è capito da tempo. Lo dimostrano in primo luogo diversi studi di marketing. E lo conferma l’esperienza delle testate che hanno avuto il coraggio di accettare la sfida. Un altro esempio è dato dalla CNN, che fin dal 2006 ha lanciato iReportuna struttura creata apposta per reperire e trattare UGC. Oggi iReport è diventata una vera e propria community online, dove -come recita la pubblicità – “people take part in the news with CNN”. Solo nei primi due anni, iReport ha processato 100mila contributi, di cui il 10% è andato in onda. E negli ultimi eventi globali, dal terremoto di Haiti alle primavere arabe, questa percentuale è cresciuta di molto. 

In Italia, invece, si fa fatica a trovare esperimenti così strutturati, sia nel pubblico che nel privato. Lo dimostra la parabola assai travagliata di Current Tv e lo conferma l’approccio editoriale debole (e un po’ conservatore) di molte testate, ieri come oggi interessate più alla riduzione dei costi che all’arricchiemento dell’offerta, soprattuto nel campo delle news. L’unica consolazione è sapere che il futuro entra in noi molto prima che accada.  

 

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Una risposta a Giornalismo mainstream e social networks

  1. fabio ha detto:

    l’esperienza di current dimostra quanto siamo indietro come sottolinei giustamente.

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