Raccontare per immagini

Così come sulla carta stampata domina il racconto con le parole, in Tv dovrebbe prevalere  il racconto per immagini. Che ha in sè una grande potenza, perchè la forza espressiva di una sequenza filmata è unica, impareggiabile. La scrittura evoca, infatti, mentre l’immagine va oltre, trasformando una notizia in azione e, soprattutto, annullando la distanza che separa noi telespettatori da un avvenimento, che ci viene restituito in tutta la sua ricchezza (o quasi) e senza (troppe) mediazioni.

Da qui il successo di reportage, inchieste e documentari filmati, che hanno fatto a lungo la fortuna della televisione. Anche in Italia. Basti pensare al TV7 di Zavoli , e poi a Mixer di Minoli, Samarcanda di Santoro e tante altre trasmissioni che sul racconto per immagini hanno costruito il loro successo, per decenni. Adesso invece è finita, o quasi. Ormai da qualche anno vanno infatti di moda i talk-show, che a dire il vero ricordano più la radio che la televisione, oppure il teatro, visto che hanno tutti la solita compagnia di giro, le solite risse e il  solito bla-bla. Di servizi filmati, in queste trasmissioni, ce ne sono sempre di meno, e sono sempre più corti, banali e al massimo pruriginosi, più che informativi.                                          

Eppure c’è una bella differenza tra il fare un’inchiesta filmata sulla “casta” e un talk-show sull’argomento. Oppure fra un reportage sulla guerra in Libia e un dibattito in studio sullo stesso tema. La ricchezza delle informazioni è ben diversa. E l’appeal del racconto pure, direi. Ma mentre in Francia una trasmissione come Envoyé Special va in onda da trent’anni in prima serata, in Italia il racconto per immagini è confinato alla terza serata, quando va bene. Non è solo una questione di costi. E’ una scelta editoriale. Ma a me non convince.

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Una risposta a Raccontare per immagini

  1. espertinserv ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con il contenuto di questa nota, che vale anche e soprattutto per una trasmissione come “La storia siamo noi”, che potrebbe benissimo essere trasmessa in prima serata da RAI 3, se solo ci fosse quella che manca sempre: la cosiddetta “volontà politica”. Forse l’unica trasmissione che regge ancora la prima serata è il fortunato “Report” di Milena Gabanelli.

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